Dottoressa Alessia Signorelli
Psicoterapeuta della coppia e della famiglia
Non è facile chiedere aiuto, nè mettersi in gioco per affrontare un percorso psicoterapico. Ma se si vive un momento di sofferenza, o si hanno delle preoccupazioni o ci sono delle cose di sè o delle relazioni che si vivono, che vi piacerebbe cambiare o se vi piacerebbe acquisire consapevolezza del perchè si sta male o ci si trova in una data situazione, chiedere aiuto è un gran atto di coraggio ed un diritto nei confronti di se stessi. Darsi la possibilità di stare meglio è una scelta consapevole e sarà sì faticoso, in termini di energia, tempo e anche di denaro, ma comporta un grande vantaggio: quello di impedire che la propria sofferenza influenzi ancora la propria vita e le proprie relazioni e che gli schemi disfunzionali (su di sè o sulle relazioni che si vivono) si ripresentino in futuro comportando malessere in altre situazioni, come una sorta di copione che si ripete. La psicoterapia, che sia individuale, di coppia o familiare, è dunque un investimento a lungo termine su se stessi, il più prezioso che possiate regalarvi.
Chi sono
In questa sezione del mio sito vi racconto qualcosa di me e della mia storia professionale. Mi chiamo Alessia Signorelli e sono una psicologa clinica specializzata in psicoterapia ad orientamento sistemico relazionale (ordine degli psicologi della Lombardia n.13015). Già durante gli anni delle superiori, si è fatto strada dentro di me il desiderio sempre più vivo di studiare psicologia per poter comprendere meglio le dinamiche relazionali e per poter aiutare gli altri a stare meglio. Il mio cammino è poi proseguito dritto fino alla meta, senza intoppi e dopo cinque anni di università, tirocinio e successiva abilitazione e poi altri cinque anni di scuola di psicoterapia e relativo training di tirocinio professionale ho conseguito il mio sogno e sono diventata psicoterapeuta ad orientamento sistemico relazionale. Mi sono in seguito ulteriormente specializzata sia in mediazione familiare che in terapia della coppia, conseguendo due corsi di formazione biennali. Faccio la psicoterapeuta e sono una psicoterapeuta: mi ha aiutato nel mio `saper essere` psicoterapeuta anche l'essere stata io stessa paziente, per alcuni anni del mio percorso di formazione in psicoterapia, di una terapeuta docente della mia stessa scuola, che mi ha aiutata a maturare consapevolezza e a far luce sulle mie caratteristiche di personalità e sui miei pattern di attaccamento e relazione con l'altro. Conosco quindi quanta fatica, impegno e sofferenza comporti un percorso psicoterapico, ma conosco allo stesso modo anche i vantaggi e i benefici a lungo termine che questo porta con sé.
In questi anni ho lavorato in diversi contesti come psicologa e psicoterapeuta, tra cui un consultorio familiare, e parallelamente in studio privato, costruendo nel tempo una rete sempre più solida di colleghi psicoterapeuti e non (per es. avvocati) con cui collaboro al bisogno. Attualmente ricevo a Milano e Opera in due studi privati e mi occupo di: terapia della coppia, psicoterapia familiare, psicoterapia individuale per quanto riguarda problematiche relazionali, sostegno genitoriale con i genitori che per qualche motivo sono in difficoltà nella relazione con i propri figli e mediazione familiare nei casi di separazione (coppie coniugate e coppie di fatto). Collaboro inoltre, il mercoledì pomeriggio, con il centro ConTeSto, un centro polispecialistico di psicoterapia, sempre a Opera: qui, all'interno dell'equipe mi occupo di terapia della famiglia, mediazione familiare e sostegno genitoriale.
Aree di intervento
Psicoterapia della famiglia
E` particolarmente indicata quando un membro della famiglia (bambino o adulto) manifesta un disagio, attraverso un comportamento disfunzionale e tutti nel sistema familiare ne risentono, in modo diverso.
Psicoterapia di coppia
Dopo una prima fase di consultazione di coppia, lavoro in terapia con le coppie aiutando i partner a risolvere difficoltà di comunicazione, difficoltà legate alla sessualità, difficoltà relazionali tra di loro o con le famiglie d'origine e a superare momenti di crisi di coppia più o meno conclamati.
Psicoterapia individuale
E` indicata per persone adulte o maggiorenni che vogliono affrontare individualmente una difficoltà relazionale legata a sé stessi, alla coppia e/o alla famiglia.
Mediazione familiare
E` un percorso alternativo alla via legale per coppie che hanno deciso di separarsi e che desiderano un aiuto per gestire la comunicazione della separazione ai figli, e un aiuto per arrivare insieme in modo meno conflittuale agli accordi di visita di ciascun genitore e agli accordi di mantenimento.
Sostegno genitoriale
E` un percorso pensato per quei genitori che si trovano chiamati ad affrontare un momento di difficoltà nella relazione con i propri figli. A volte queste difficoltà nascono in concomitanza di eventi critici, per esempio una separazione coniugale, una malattia di un membro familiare, un trasferimento, una diagnosi di disabilità; altre volte si ha semplicemente il bisogno di lavorare su di sè come genitori per percepirsi più competenti e più efficaci nel proprio ruolo e nella relazione con il proprio figlio. Si lavora con il genitore, o con i genitori, per favorire una crescita migliore dei figli, una relazione migliore con loro e una comunicazione più efficace.
Essere genitori è un lavoro difficile e faticoso ed educare un compito complesso, che si va modificando nell’arco della vita, legandosi alle varie fasi della crescita dei figli: un figlio avrà infatti bisogni diversi a seconda della sua età, e quindi di conseguenza il modo di essere genitore sarà diverso. Oltre alle varie tappe fisiologiche legate allo sviluppo, ogni genitore porta con sè nel proprio “lavoro” le proprie caratteristiche di personalità, storia di vita, che lo influenzano nel suo ruolo. Infine nel tempo può cambiare il contesto in cui ci si trova a fare il genitore, per esempio nasce un altro figlio, o ci si separa etc. Ecco allora che se questi tre fattori si intersecano, non è raro trovarsi a vivere momenti in cui la fatica educativa diventa troppa, o che ci si senta disorientati nel proprio ruolo o ancora che nascano dei comportamenti sintomatici nel bambino. Chiedere aiuto in questi casi è importante, per prevenire forme di disagio più importanti sia nel presente che nel futuro.
Protocollo di lavoro
L`avvio di una presa in carico
La richiesta di aiuto parte solitamente da una telefonata o da un messaggio. Qualcuno che magari è già stato da me in terapia o qualche collega vi ha dato il mio numero, o magari mi avete trovata online e decidete di contattarmi. Durante la prima telefonata vi darò tutti i dettagli che riguardano il setting (durata del colloquio, costo, decideremo insieme chi verrà al colloquio) e raccoglierò alcune informazioni di base, per capire a grandi linee se posso esservi di aiuto o se, in alternativa, indirizzarvi a una collega che si occupa di quella data problematica. Il primo colloquio è un momento importante, ci si conosce reciprocamente: per tanti di voi magari sarà la prima volta che entreranno nello studio di uno psicologo, ci si troverà a fare i conti con pensieri ed emozioni nuove. `Siete comodi seduti su quella sedia? Vi sentite a vostro agio?` Lo psicologo all'inizio è un estraneo e per alcuni non sarà facile affidarsi, parlare delle proprie cose che riguardano una sfera intima e privata. Ci vuole tempo per affidarsi, per creare una solida alleanza terapeutica. `Alleanza`, proprio come una squadra. Saremo parte della stessa squadra e lavoreremo tutti insieme per il vostro benessere. Durante il primo colloquio raccoglierò informazioni relative per lo più al qui ed ora, legate alla situazione attuale e costruiremo insieme una domanda di aiuto. Magari alla fine del colloquio la sensazione sarà quella di aver parlato di tante cose ma tutte in modo superficiale. Le avremo solo messe sul piatto, le avrete consegnate a me. Già questo è un importante punto di partenza: raccontandomi un pezzo della vostra storia, affidandomelo, non sarete più soli, ma avrete una persona esperta che potrà tenerlo con sé e sostenerlo. Prima di darvi un nuovo appuntamento vi darò una breve restituzione rispetto a un possibile lavoro terapeutico. Se si decide di intraprendere un percorso, che sia di terapia individuale, familiare o di coppia, che sia di sostegno genitoriale (diverso è solo il caso della mediazione familiare) dedicherò i successivi due colloqui a una consultazione: approfondiremo i contenuti emersi durante il primo colloquio e raccoglierò in modo dettagliato le parti più importanti della vostra storia di vita, di coppia, individuale e genitoriale (se ci sono dei figli). Al termine di questi due colloqui (che possono diventare tre, al massimo, se ci sono tanti contenuti) il successivo step è un colloquio che io chiamo di `contratto terapeutico`: vi darò una restituzione rispetto all'idea che mi sono fatta durante i colloqui precedenti e andremo a fare un piano di lavoro, decidendo obiettivi, tempi e modalità del percorso terapeutico. Dal colloquio successivo avrà così inizio il vero e proprio percorso terapeutico. Ovviamente il contratto terapeutico è modificabile in corso d'opera, laddove le situazioni e i contesti cambiano, evolvono, e i bisogni talvolta si modificano portando con sé una nuova domanda d'aiuto. Ogni psicoterapia, mi piace sempre sottolinearlo, prevede un inizio ma anche una fine: il colloquio di congedo sarà un momento altrettanto prezioso di quello iniziale. Svolgerò poi dei colloqui di follow up dopo uno e dopo tre mesi dal colloquio di congedo, per valutare la tenuta dei nuovi equilibri raggiunti.
La mediazione
Un accordo accettabile per le parti
La mediazione è un percorso che si rivolge alle coppie, coniugate o di fatto, con l'obiettivo di riorganizzare le relazioni familiari in vista di una separazione ed arrivare quindi ad un accordo accettabile per entrambe le parti. Come mediatrice, sarò terzo neutrale e facilitatrice della comunicazione, sia su tematiche di natura economica sia di natura emotiva (gestione dei figli). Uno degli obiettivi della mediazione è infatti la salvaguardia della co-genitorialità: non si è più una coppia affettiva ma si resta per sempre una coppia genitoriale, con tutte le responsabilità che ne conseguono. Si lavorerà quindi, laddove ci siano figli, in primis in funzione dei loro bisogni. La mediazione ha dei tempi più rapidi rispetto ad un percorso legale; l'accordo a cui si giunge insieme viene poi depositato in tribunale. Uno dei valori aggiunti che offro rispetto a questo percorso è la collaborazione con un collega avvocato, che presenzierà con me al colloquio finale per poi sottoscrivere e depositare gli accordi, ma al bisogno potrà essere presente per un parere legale anche durante il percorso stesso. La durata della mediazione è di circa 10 colloqui, a cadenza settimanale o quindicinale, dopo un primo colloquio di accoglienza e un secondo colloquio di raccolta anamnestica.
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